martedì 11 febbraio 2014

Agiamo la differenza: inventiamo nuovi metodi e nuove parole

Inventiamo nuovi metodi e nuove parole

Giovedì 13 febbraio alle ore 16 in via Capruzzi 204 a Bari ci incontriamo tutte, donne di sinistra e di destra, uomini convinti della necessità di un cambiamento di orizzonte: per scrivere i punti che i Sindaci dovranno impegnarsi a rispettare per il prossimo mandato.
Un segnale! E a fine aprile presenteremo il frutto del nostro ...lavoro. Chi fra noi è della partita dia un cenno. Per una volta non saranno gli uomini delle associazioni a cooptare alla spicciolata le donne sotto elezioni, questa volta saranno le donne a contare. E più saremo, meglio sarà per noi. 

Credo che potremo ritrovarci tutte: giovani, meno giovani, casalinghe, professioniste. Anche di altre province, per mettersi avanti con il lavoro alla Regione. Che ne dite? Noi ci saremo.


lunedì 3 febbraio 2014

Lorena Saracino sul Corriere del Mezzogiorno "Le Elezioni? Cose da uomini"

La campagna elettorale per le amministrative è da tempo aperta, eppure un elemento fondamentale risulta assente, come derubricato: le donne. 

Prendiamo a paradigma le vicende del capoluogo, Bari. Fatta salva la candidatura di una magistrata in aspettativa che corre sotto le proprie insegne, dalla società, cosiddetta civile, non si batte un colpo. La maggioranza della popolazione – cioè le donne - che, secondo autorevoli economisti, se coinvolta in attività produttive e in politica porterebbe a recuperare almeno un paio di punti di Pil, tace. Di chi è la responsabilità? Della politica o delle donne? Vediamo. Ci sono almeno tre punti da osservare sotto la lente di ingrandimento. 1) A Bari la campagna elettorale al momento appare una riedizione di quanto già visto in precedenza. E in precedenza cosa è accaduto? I risultati della scorsa tornata amministrativa, ci ricorda l’associazione “L’Arca” sul suo sito, sono questi: “La presenza delle donne in Consiglio è al 6,5%, al di sotto della già bassa media nazionale che è del 10%”. 2) Dai candidati sindaci in campo, non arrivano segnali verso l’universo femminile. Solo Mimmo Di Paola, del centrodestra ancora diviso, ha dichiarato - in occasione dell’incontro con l’associazione “Murattiano” - che rispetterà la proporzione del 50/50 per la composizione della giunta in caso di vittoria. 3) La vera novità di questa tornata elettorale, poi, il voto con la doppia preferenza (introdotto per rispondere alla sottorappresentazione delle donne nelle istituzioni con la legge n. 215/2012) presentato come panacea di tanti mali, nasconde delle insidie per le candidate. Consente, sì, ai cittadini dei comuni superiori ai 5000 abitanti di esprimere due preferenze per i candidati consiglieri comunali di sesso diverso, ma ha più chances di funzionare per le donne se si baserà su un’alleanza a due in campagna elettorale. E chi troverà il modo di far coppia con i maggiorenti del partito avrà più possibilità di essere eletta. Anzi, è facile immaginare che saranno proprio i detentori di voto (quasi sempre uomini) a pesare sulla scelta delle candidate. Il risultato è che avremo certamente più donne in Consiglio, ma poco libere nelle proprie scelte. Con queste premesse, quale appeal può avere per le interessate questa campagna elettorale, specie per chi è alla prima esperienza (cioè quasi tutte, vista la risibile percentuale di elette)? E’ chiaro, allora, che alla luce di queste premesse, sono necessari dei correttivi da parte dei partiti per garantire delle corse elettorali vere, di cui però non si vede l’ombra. Quali? Questo spetta alla capacità dei quadri dirigenti stabilirlo. Tuttavia, non potrebbe che giovare un maggior coinvolgimento delle associazioni femminili dalle quali accettare proposte di candidature con selezione trasparente dei curricula di cui render conto agli elettori. E poi magari anche un breve periodo di “Frattocchie” in salsa locale, a destra come a sinistra, per insegnare i primi rudimenti della buona gestione amministrativa. Il compito non è facile, certo. Si tratta di contemperare due interessi contrapposti: la forza elettorale necessaria per vincere, propria dei maggiorenti di partito, e la possibilità di partecipazione trasparente alla cosa pubblica tanto invocata dai cittadini. Sapranno dare una prova diversa dal passato i partiti? Quella offerta in occasione della grande mobilitazione femminile per ottenere la modifica della legge elettorale regionale verso un riequilibrio di genere, sostenuta con entusiasmo dal Movimento 50/50, è stata la peggiore possibile. Allora, si assistette in aula ad uno sciocchezzaio di stampo medioevale e a mascherate viltà. E le donne non dimenticano. La posta in gioco è alta, perché si potrebbero perdere ulteriori pezzi di elettorato già deluso. Senza una ricucitura vera con il mondo femminile, l’appeal ritrovato di recente dai partiti con Renzi o Berlusconi potrebbe essere interpretato solo come l’ennesima prova di maquillage politico.
Lorena Saracino   

giovedì 16 gennaio 2014

Iaia Calvio chi? (la segretaria che il Pd dovrebbe avere)

Iaia Calvio è un avvocato. E’ del Partito democratico. Ed è stata fino ad oggi sindaca di Orta Nova, un paesino alle porte di Foggia: rimasto senza sindaco dopo questo comizio.
Durante la crisi nella sua giunta è salita sul palco, nella piazza centrale della città, e ha raccontato a uno a uno tutte le richieste di raccomandazioni, le marchette, le tangenti, gli affari sull’eolico che ha visto davanti ai suoi occhi in pochi mesi di amministrazione. Ha fatto nomi e cognomi, citato fatti e aziende e nei prossimi giorni li ripeterà davanti alla Procura della Repubblica.
Guardate questo video, e per favore mandatelo a Matteo Renzi. Il Partito democratico, l’Italia, ha tanto bisogno di Iaia Calvio e delle donne come lei. 

(Il video dura più di 1 ora. Quanto le sue denunce. Basta vedere pochi minuti per capire di cosa stiamo parlando) Fonte: Giuliano Foschini

venerdì 3 gennaio 2014

Ragionando sulle prossime campagne elettorali

In Puglia molti Comuni, come nel resto d'Italia, cambieranno nel 2014 le loro Amministrazioni e, sempre nel 2014, ci saranno le elezioni europee.
Nella composizione delle liste e nella indicazione dei candidati assistiamo al solito gioco degli annunci, come se nulla fosse accaduto e come se, la credibilità dei partiti proponenti, non fosse stata così duramente attaccata.
Nulla pare modificare la certezza che basti un nome, possibilmente gradito alle varie correnti, possibilmente supportato da una cospicua dote economica da investire nella campagna elettorale per garantirsi una vittoria.
La questione della parità di genere, non è presente se non intesa come sciatta adesione ad una finta parità numerica o  evocazione salvifica di qualche nome femminile da inserire nelle liste, nulla di più lontano da quello che da anni ormai abbiamo come donne è il nostro obiettivo: donne ed uomini insieme al Governo come adesione ad un diritto universale che esprima il valore della differenza.
La Puglia delle 30.00 firme raccolte per modificare una legge elettorale talmente misogina da portare in Consiglio regionale 67 uomini su un totale di 70, la Puglia governata da un Consiglio talmente misogino da averla bocciata nel silenzio di un voto segreto, non poi così tanto segreto a rileggerne oggi le sconcertanti dichiarazioni che lo hanno preceduto. 
Ed il silenzio continua ancora!

Oggi, la parità di genere è l'indicatore più evidente dei fallimenti della politica che si scontra tutt'ora con vecchi ostacoli ma con sembianze diverse.
La differenza tra i diritti fondamentali universali delle donne,tanto proclamati,  e la condizione reale delle donne, minacciate quotidianamente, fatte sparire, ferite, uccise perché donne, in nome  di una culture così radicata, è abissale. 
La parità di genere è il valore universale più contestato  ed è al centro di un incessante conflitto di valori, che attraversa tutte le culture e religioni. 
E ciò accade, mentre le donne, nonostante i progressi compiuti, restano la grande maggioranza delle persone esposte ai rischi sociali di povertà e di esclusione sociale, in quanto prime vittime di ineguaglianze multiple!
La parità di genere è termine che ha ancora un senso? No, se non contiene in sè il rispetto della differenza.
Non sarà sufficiente una donna in più nelle Giunte, inserita come fiore all'occhiello e gradevole ornamento del capo: saranno necessarie donne che nel momento delle scelte siano consapevoli della storia delle tante che hanno permesso loro di essere lì. Questo si chiede  alla politica oggi se vuole davvero essere strumento di cambiamento e non, come sempre, semplice apparenza.
Magda Terrevoli

mercoledì 11 dicembre 2013

Lo scialle andaluso: il 19 dicembre a Bari omaggio a Elsa Morante

L'associazione Undesiderioincomune si affida a Nunzia Antonino per un incontro prenatalizio ricco di auguri, riflessioni, abbracci e parole prima delle feste natalizie:
     Lo scialle andaluso omaggio a Elsa Morante – reading
     Legge Nunzia Antonino; cura Carlo Bruni
     Ricerca musicale Sergio Antonino
     19 dicembre 2013, h. 20, Officina degli Esordi, via Francesco Crispi 5 
     Consigliabile la prenotazione

Solo chi ama conosce...Solo a chi ama il diverso accende i suoi splendori.
Ma l'arte fa qualcosa di più dell'amore, non si limita a scoprire la realtà, ma penetra più profondamente in essa. Elsa Morante , a questo compito supremo dell’arte si è mantenuta costantemente fedele, anche attraverso la disperazione più profonda, quando la vita giunge fatalmente a incontrare “il rischio mortale della conoscenza. Donna colta, sensibile, partecipe con forza critica straordinaria del suo tempo, la Morante è considerata da molti la più grande narratrice italiana del ‘900. Le rendiamo omaggio leggendo un racconto scritto sulla soglia degli anni ‘50. Costruttrice di straordinarie cattedrali di carta, rivela anche in questa misura i suoi temi più intimi, come il rapporto contraddittorio fra madre e figlio. Interpretato dall’attrice Nunzia Antonino, mettendo in voce la scrittura dell’autrice, il recital affida all’oralità il compito di rievocarne l’emozionante intensità: un invito alla lettura, ma anche un’occasione per farci leggere da questa illuminata interprete dell’animo umano.

Fin da ragazzina, Giuditta, a causa del suo amore per il teatro e per la danza, s'era messa contro tutti i parenti: in quella buona famiglia di commercianti siciliani, la professione di danzatrice (sia pure di danze serie, classiche) era considerata un crimine, un disonore. Ma Giuditta, nella lotta, si condusse da eroina: studiò di nascosto e a dispetto di tutti. E appena cresciuta, lasciò Palermo, la famiglia e le amiche, e se ne andò a Roma, dove, pochi mesi dopo, già faceva parte del Corpo di Ballo dell'Opera. Il teatro, che era sempre stato il suo paradiso, l’aveva accolta! Aveva sempre pensato d’essere destinata alla gloria e un giovane corteggiatore, musicista del Nord, la incoraggiò in questa convinzione e Giuditta lo sposò. Bello, stimato da tutti, solo tre anni dopo le nozze, il musicista la lasciò vedova con due piccoli gemelli: Laura e Andrea.La sua carriera non aveva fatto nessun progresso, ma nell'intimità Giuditta Campese era una primadonna. La casa risplendeva dei suoi orgogli, talenti, magnificenze e nelle poche stanze regnava la certezza che lei fosse una stella. La sua passione, già tanto contrastata, incontrava però un nuovo avversario là dove Giuditta non se lo sarebbe mai aspettato: nato e cresciuto fra gente di teatro, il nuovo avversario era suo figlio, Andrea.
Letture dal racconto Lo scialle andaluso di Elsa Morante Ed. Einaudi Struzzi

mercoledì 4 dicembre 2013

Scegli tu quella che ti piace

Siamo rimaste basite. Ogni volta, ancora, rimaniamo basite.

La notizia è questa, come riportato, fra gli altri media, da Gianpiero Del Vecchio nel suo blog: "Due belle ragazze in mini e scollatura vertiginosa, infiocchettate di rosso come un bel regalo di Natale, per accompagnare gli amministratori comunali nella presentazione delle iniziative del Comune per le prossime festività.
... Loro, le belle Hostess, hanno fatto da "cornice" con tanto di fiocco rosso. Sindaco e assessori hanno presentato i 70 appuntamenti in calendario per Natale e Capodanno. ...Il nome della manifestazione è "A Natale regalati Taranto": un programma di spettacoli ed eventi scaturito dalla collaborazione fra Comune di Taranto e associazioni di impresa, commercio e cultura cittadine."

A Natale regalati Taranto e, a simboleggiare il regalo per eccellenza, eccolo lì, il corpo delle donne: pronto ed infiocchettato.
Non solo merce di scambio, ma proprietà assoluta da offrire in regalo.
Non sappiamo se il degrado politico, culturale, antropologico, della città degli uomini sia arrivato ad un punto tale dal non rendersi neanche più conto della gravità mostruosa del fatto. Eppure lì non c'era una sola persona, ce n'erano tante, e nessuna sembra inorridita: nessuno è saltato sulla sedia; nessuno, guardando quelle due ragazze, istintivamente - si, istintivamente, non fermandosi a ragionare un attimo - ha provato quel naturale sbigottimento, e sgomento, che noi stiamo provando.
Una bionda ed una bruna, nude al massimo del possibile consentito dall'erotismo a pezzi ed alludente, per permettere la scelta a seconda dei gusti.
E quell'osceno fiocco rosso a decoro del pacco regalo. Sono mie, le ho comprate al mercato della comunicazione e dell'organizazione di eventi, e te ne faccio dono.
Scegli tu quella che ti piace.

Che si può fare e dire ancora?
Come sembra poca cosa chiedere le dimissioni (sic!) - a fronte di un ulteriore mattone messo lì a porre contrafforti alla città-palazzo del potere maschile. La libertà femminile è sì venuta al mondo, ma "l'egoismo proprietario", tanto al chilo, non si sogna di arretrare e la contrasta ferocemente.
Si: una ennesima scena di ferocia maschile, è questo che vediamo in quelle immagini.
Giusi Giannelli4 dicembre 2013 

lunedì 2 dicembre 2013

'ImPazza Umberto': le incursioni artistiche di Femminile Plurale contro il degrado

Quindici installazioni colorate, arredo urbano trasformato in un mosaico di interventi creativi, tra versi di poesie, cuori e scacchiere.