domenica 9 marzo 2014

Sosteniamo con forza la mobilitazione delle deputate

Sosteniamo con forza la mobilitazione  delle deputate che si stanno impegnando per introdurre nella nuova legge elettorale gli  strumenti normativi utili a promuovere  il riequilibrio dei rapporti di rappresentanza  fra uomo e donna nelle istituzioni politiche. In un contesto  ancora segnato dal prevalere di  una visione della politica e delle sue pratiche di segno maschile, consapevoli che la trasformazione profonda dei rapporti fra i sessi non può essere affidata solo all'introduzione di strumenti normativi pur avanzati, riteniamo tuttavia che vada sanata una volta per tutte la distanza che continua a ostacolare la traduzione delle  competenze  e del patrimonio di conoscenze delle  donne  in forza soggettiva e collettiva nel "governo" delle istituzioni.
Per questo chiediamo di evitare tatticismi e mediazioni al ribasso su una questione che tocca nel profondo il senso stesso dell'agire politico nel suo rapporto con i soggetti reali.

Antonella Masi
Magda Terrevoli
e tutte le altre che lo vorranno sostenere



Verso gli Stati Generali delle donne, a Bari


VERSO GLI STATI GENERALI DELLE DONNE

MARZO/APRILE 2014

Abbiamo deciso di convocare questa conferenza stampa per annunciare quello che, siamo certe, diventerà un evento per le prossime amministrative nel capoluogo: “Gli Stati generali delle donne”. E attraverso la stampa e le tv, intendiamo invitare tutte le donne della città a farne parte e i partiti e i candidati sindaci a seguirne il processo utile per la selezione della nuova classe dirigente cittadina. 

CHI SIAMO

Per la maggior parte siamo donne che da anni si occupano dell’affermazione dei diritti delle donne. Obiettivo condiviso anche da molti uomini. Non nasciamo oggi, quindi, ma abbiamo già intrapreso moltissime battaglie di genere. L’ultima ha trovato il consenso di 33mila firme per la proposta di legge di modifica della legge elettorale regionale che proponeva la presenza del 50% di donne nelle liste elettorali e l’introduzione della doppia preferenza. Proposta di iniziativa popolare respinta – lo ricordiamo – dall’attuale Consiglio regionale.

CHE COSA CHIEDIAMO

Riteniamo che la nuova legge elettorale che introduce, per la prima volta, la doppia preferenza di genere alle amministrative - unica vera novità della prossima tornata elettorale - nonostante le apparenze, contenga dei possibili rischi per la rappresentanza femminile. La concreta possibilità, cioè, che le donne che intendono occuparsi di politica e non hanno familiarità con i meccanismi del mero calcolo dei voti vengano ancora una volta escluse dal circuito elettorale. Questo meccanismo per funzionare, infatti, ha bisogno di uno scambio di consensi fra candidati uomini, forti di pacchetti-voto già consolidati, e donne per lo più già presenti all’interno dell’agone politico. Oppure, peggio, che venga promossa e utilizzata in lista la presenza di donne solo per meri calcoli di potere dei maggiorenti dei partiti o come semplice riempitivo. Nel primo caso, ogni meccanismo di rinnovamento andrebbe bruciato. Nel secondo, si tratterebbe di candidature femminili di bandiera già viste in passato, soprattutto in Parlamento. Noi chiediamo, allora, ai partiti, movimenti e liste di agire perché queste condizioni ora descritte non si verifichino e proponiamo delle soluzioni concertate. Spesso i partiti si sono detti disponibili a dialogare con la società civile per la promozione delle istanze che da questa provengono. Bene, questo è proprio uno di quei casi. Verificheremo la disponibilità delle sigle politiche e dei candidati sindaci e sindache ad aprire un dialogo con noi. Intanto, la scelta di tutti i candidati sindaci di dichiarare che la futura giunta sarà composta al 50% da donne – così ci pare di capire – è un primo segnale condivisibile di partenza, anche se non può bastare da solo.

CHE COSA CI PROPONIAMO DI FARE

            Proponiamo meccanismi nuovi di scelta della selezione della classe dirigente. Linguaggi politici nuovi. Per la prima volta donne sceglieranno altre donne che verranno segnalate ai partiti attraverso gli Stati generali delle donne perché siano incluse nelle liste elettorali. Donne da affiancare a quelle già presenti, si intende, ciascuna secondo il proprio credo politico e che i partiti si impegnano a candidare e sostenere. Le donne scelte dalle donne non si presentano a mani nude ai partiti, perchè potranno contare sui voti di chi le ha scelte. Starà ai partiti avere l’intelligenza di sfruttare questa opportunità. Nessuna di loro - isolata - avrebbe potere contrattuale con le sigle politiche per sponsorizzare la propria candidatura, ma in questa maniera è già attrezzata di una dotazione certa di consensi: quelli di chi le ha scelte e si impegna a votare per loro. Questo gruppo di donne sarà selezionato durante Gli stati generali delle donne e non è che l’inizio di un lungo percorso. Verranno, infatti, avanzate proposte anche per le elezioni regionali e politiche e verrà mantenuto un feedback continuo con le nostre candidate.

QUANDO E DOVE

Gli Stati generali delle donne si terranno agli inizi di aprile, per tre giorni. Ci saranno tavoli di lavoro e di proposta aperti a tutte le donne della città che si saranno iscritte per partecipare e che accetteranno il nostro metodo. La nostra intenzione, se sarà possibile, è quella di utilizzare gli spazi dell’Officina degli esordi per i lavori di proposta e di tenere la conferenza stampa finale nella Caserma Rossani come segnale di una nuova classe dirigente di donne che prova a ricostruire dalle macerie, anche quelle dei vecchi rapporti di forza con la politica che oggi resistono culturalmente solo nella parte più retriva della nostra società. E’ un segnale anche aver voluto tenere questa conferenza stampa nell’aula del Consiglio comunale che speriamo di occupare presto in tante.

I CONTENUTI

Gli Stati generali delle donne non saranno soltanto un’occasione per promuovere dal basso una nuova classe dirigente, ma le donne – grazie alle loro competenze - costruiranno una integrazione ai programmi dei sindaci su tematiche di genere: tracceranno, infatti, i profili della nuova Città delle donne, dopo aver interpellato le cittadine nei vari quartieri sulle loro necessità primarie. Esiste, infatti, una progettazione urbanistica di genere delle città, ma non vogliamo anticipare la sostanza dei tavoli tematici che si terranno nella tre giorni degli Stati generali e che vi illustreremo in un ulteriore incontro nelle prossime settimane.

Infine, va da sé che le nostre candidate saranno scelte attraverso meccanismi di selezione trasparente. La nostra non è un’operazione di potere. Ciascuna di noi non sta promuovendo se stessa e non stiamo fondando un nuovo movimento politico, siamo più che altro una lobby, nel senso europeo del termine, un gruppo di pressione formato da donne – tante - che intendono mettere a disposizione dei partiti e dei sindaci, idee, professionalità, competenze, nuovi punti di vista. In cambio, però, chiediamo rappresentanza e impegni certi. Sta ai partiti comprendere questa urgenza e cogliere questa opportunità scongiurando ulteriori defezioni dalle urne, dopo la sconfitta subita non dalle donne, ma dai partiti, a seguito della brutta bocciatura in Regione della legge 50/50. I consiglieri regionali ancora una volta in Puglia hanno dimostrato di essere più arretrati dei loro stessi colleghi in Parlamento. Mentre alla Regione Puglia, infatti, bocciavano la legge 50/50 già in vigore in altre regioni d’Italia, contemporaneamente i parlamentari iscritti ai medesimi partiti approvavano la legge sulla doppia preferenza per le elezioni comunali. Uno strabismo incomprensibile. Si tratta, allora, per la politica pugliese di dar forma, finalmente e con coerenza, allo specchio reale della società: le donne superano il 50% degli aventi diritto al voto. Dare loro adeguata rappresentanza è un dovere per i partiti.

PERCHE’ VOTARE DONNA

In chiusura, permetteteci una provocazione. Ci si potrebbe domandare: perché le donne, che pure rappresentano più della metà dell’elettorato, dovrebbero votare donna? Basta l’appartenenza al genere per pretendere ed ottenere il voto delle donne? Forse ci vorrà tempo, ma noi siamo convinte dell’ineluttabilità di questa scelta, ove sostenuta da buone ragioni. Anzi, siamo convinte che con il tempo anche tanti uomini voteranno donna. Le donne hanno connaturato con il proprio essere, infatti, una prospettiva diversa nell’affrontare i problemi, una visione di “genere” direbbe chi sa. Proprio di recente l’archistar Renzo Piano in una intervista che ha fatto molto discutere ha messo l’accento sulla necessità di “rammendare” i quartieri, di “prendersi cura” delle città. L’I care delle migliori politiche pubbliche, quell’avere a cuore i cittadini e le citta’. Potremmo dire che le donne sono da sempre vere e proprie artiste del “rammendo” (e non ci riferiamo certo all’arte del ricamo). Gli uomini ci hanno provato a cimentarsi in questo compito e spesso hanno fallito, a giudicare dai risultati. E’ necessaria allora una svolta, specie in questo periodo complicato per la società, occorre un cambio di mentalità, un nuovo sguardo rivolto alla città e ai cittadini: quello delle donne. Non parliamo di casi singoli, ma di una presenza massiccia di donne in Consiglio comunale per poter finalmente incidere sull’indirizzo politico di governo. Ecco, noi siamo qui proprio perché vogliamo prenderci le nostre responsabilità e sappiamo che le donne in politica rappresentano l'unica vera novità per il prossimo futuro. Ai partiti, ai candidati sindaci, ai movimenti e alle liste chiediamo una interlocuzione; ai cittadini di avere fiducia in noi. Con la presenza delle donne nelle istituzioni può cominciare davvero un mondo nuovo.

Buon lavoro a tutte noi, allora.

giovedì 6 marzo 2014

7 marzo in Aula consiliare a Bari: convegno sulla comunicazione di genere

Un altro genere di comunicazione è possibile? 

Domani, venerdì 7 marzo 2014, alle 9.30, nell’Aula del Consiglio regionale, in via Capruzzi a Bari, durante il convegno "Un altro genere di comunicazione è possibile?" verrà presentato il report della ricerca finanziata dal Corecom e promossa dalla consigliera regionale di parità, anche nel quadro delle attività dell’Osservatorio Regionale sulla comunicazione di genere. 


Aprirà il convegno il presidente Onofrio Introna; interverranno Patrizia Camassa, consigliere dell’Ordine regionale dei giornalisti, il presidente del CORECOM Puglia Felice Blasi, la consigliera regionale di parità Serenella Molendini, la giornalista e saggista Daniela Brancati (presidente del Premio immagini amiche "TV, Social network e pubblicità: facciamo il punto") e i componenti del gruppo di ricerca del progetto: Magda Terrevoli, Maria Pasanisi, Vincenzo Santandrea. Concluderà Elena Gentile, assessore regionale alle pari opportunità. Qui il  programma completo.

domenica 2 marzo 2014

Vogliamo gli Stati Generali delle donne

Le donne di Bari che intendono essere protagoniste di un cambiamento verso la parità di genere, tornano in campo e presentano alla città il progetto degli Stati generali delle donne: un'iniziativa, unica nel suo genere in Italia, a cui tutte le donne sono invitate.
Appuntamento Sabato 8 marzo, Sala del Consiglio comunale di Bari, ore 11

Qui l'evento su facebook. Il nostro scopo è fare strada all’autodeterminazione delle donne in politica ed offrire nuovi metodi di selezione della classe dirigente, vista anche l’importante novità dell’introduzione della doppia preferenza nel meccanismo di voto alle prossime amministrative. 

Tutti i rappresentanti dei partiti e i candidati sindaci sono invitati.. e soprattutto noi donne, partecipiamo numerose. Siamo tutte protagoniste nella strada del cambiamento, e vogliamo diventarlo là dove si decide.  

giovedì 13 febbraio 2014

14 febbraio: la Puglia che danza contro la violenza

• A Martina Franca: piazza Maria Immacolata ore 18.00
• A Lecce : Piazza Sant'Oronzo ore 18.00 per info  
 A Taranto: piazza Maria Immacolata ore 17.00
A Bitonto (Bari) : piazza Garibaldi ore 18.00
• A Mesagne (Brindisi) : Istituto di Istruzione Superiore Epifanio Ferdinando ore 12.30• A Matera: piazza Vittorio Veneto ore 18.00
 A Martano (Lecce) h. 10, 30 campetto "Don Bosco", via Rosselli; h. 11 Cortile interno scuola primaria "Galiotta"; h. 12,45 Cortile esterno scuola secondaria via Nizza, 51 


martedì 11 febbraio 2014

Agiamo la differenza: inventiamo nuovi metodi e nuove parole

Inventiamo nuovi metodi e nuove parole

Giovedì 13 febbraio alle ore 16 in via Capruzzi 204 a Bari ci incontriamo tutte, donne di sinistra e di destra, uomini convinti della necessità di un cambiamento di orizzonte: per scrivere i punti che i Sindaci dovranno impegnarsi a rispettare per il prossimo mandato.
Un segnale! E a fine aprile presenteremo il frutto del nostro ...lavoro. Chi fra noi è della partita dia un cenno. Per una volta non saranno gli uomini delle associazioni a cooptare alla spicciolata le donne sotto elezioni, questa volta saranno le donne a contare. E più saremo, meglio sarà per noi. 

Credo che potremo ritrovarci tutte: giovani, meno giovani, casalinghe, professioniste. Anche di altre province, per mettersi avanti con il lavoro alla Regione. Che ne dite? Noi ci saremo.


lunedì 3 febbraio 2014

Lorena Saracino sul Corriere del Mezzogiorno "Le Elezioni? Cose da uomini"

La campagna elettorale per le amministrative è da tempo aperta, eppure un elemento fondamentale risulta assente, come derubricato: le donne. 

Prendiamo a paradigma le vicende del capoluogo, Bari. Fatta salva la candidatura di una magistrata in aspettativa che corre sotto le proprie insegne, dalla società, cosiddetta civile, non si batte un colpo. La maggioranza della popolazione – cioè le donne - che, secondo autorevoli economisti, se coinvolta in attività produttive e in politica porterebbe a recuperare almeno un paio di punti di Pil, tace. Di chi è la responsabilità? Della politica o delle donne? Vediamo. Ci sono almeno tre punti da osservare sotto la lente di ingrandimento. 1) A Bari la campagna elettorale al momento appare una riedizione di quanto già visto in precedenza. E in precedenza cosa è accaduto? I risultati della scorsa tornata amministrativa, ci ricorda l’associazione “L’Arca” sul suo sito, sono questi: “La presenza delle donne in Consiglio è al 6,5%, al di sotto della già bassa media nazionale che è del 10%”. 2) Dai candidati sindaci in campo, non arrivano segnali verso l’universo femminile. Solo Mimmo Di Paola, del centrodestra ancora diviso, ha dichiarato - in occasione dell’incontro con l’associazione “Murattiano” - che rispetterà la proporzione del 50/50 per la composizione della giunta in caso di vittoria. 3) La vera novità di questa tornata elettorale, poi, il voto con la doppia preferenza (introdotto per rispondere alla sottorappresentazione delle donne nelle istituzioni con la legge n. 215/2012) presentato come panacea di tanti mali, nasconde delle insidie per le candidate. Consente, sì, ai cittadini dei comuni superiori ai 5000 abitanti di esprimere due preferenze per i candidati consiglieri comunali di sesso diverso, ma ha più chances di funzionare per le donne se si baserà su un’alleanza a due in campagna elettorale. E chi troverà il modo di far coppia con i maggiorenti del partito avrà più possibilità di essere eletta. Anzi, è facile immaginare che saranno proprio i detentori di voto (quasi sempre uomini) a pesare sulla scelta delle candidate. Il risultato è che avremo certamente più donne in Consiglio, ma poco libere nelle proprie scelte. Con queste premesse, quale appeal può avere per le interessate questa campagna elettorale, specie per chi è alla prima esperienza (cioè quasi tutte, vista la risibile percentuale di elette)? E’ chiaro, allora, che alla luce di queste premesse, sono necessari dei correttivi da parte dei partiti per garantire delle corse elettorali vere, di cui però non si vede l’ombra. Quali? Questo spetta alla capacità dei quadri dirigenti stabilirlo. Tuttavia, non potrebbe che giovare un maggior coinvolgimento delle associazioni femminili dalle quali accettare proposte di candidature con selezione trasparente dei curricula di cui render conto agli elettori. E poi magari anche un breve periodo di “Frattocchie” in salsa locale, a destra come a sinistra, per insegnare i primi rudimenti della buona gestione amministrativa. Il compito non è facile, certo. Si tratta di contemperare due interessi contrapposti: la forza elettorale necessaria per vincere, propria dei maggiorenti di partito, e la possibilità di partecipazione trasparente alla cosa pubblica tanto invocata dai cittadini. Sapranno dare una prova diversa dal passato i partiti? Quella offerta in occasione della grande mobilitazione femminile per ottenere la modifica della legge elettorale regionale verso un riequilibrio di genere, sostenuta con entusiasmo dal Movimento 50/50, è stata la peggiore possibile. Allora, si assistette in aula ad uno sciocchezzaio di stampo medioevale e a mascherate viltà. E le donne non dimenticano. La posta in gioco è alta, perché si potrebbero perdere ulteriori pezzi di elettorato già deluso. Senza una ricucitura vera con il mondo femminile, l’appeal ritrovato di recente dai partiti con Renzi o Berlusconi potrebbe essere interpretato solo come l’ennesima prova di maquillage politico.
Lorena Saracino