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giovedì 9 ottobre 2014

Locali per soli uomini: un libro per non perdere il filo

Un libro che aiuta a capire i meccanismi della esclusione ancora vigente per intraprendere nuovi percorsi prammatici e normativi "Locali per soli uomini", come per i vecchi pub inglesi, è la calzante espressione con cui definiamo i luoghi decisionali al maschile. 

E quello che vi presentiamo è il racconto della strada già percorsa e da percorrere sulla rappresentanza di genere in Italia. Certe che non basti e che serva una seria autoriforma della politica..



l'autrice è Francesca Laforgia, avvocata che ha seguito dall'inizio e con tutte le donne di Puglia il difficile ed oscuro percorso per una rappresentanza degna di questo nome.

mercoledì 12 giugno 2013

Molfetta : La Sindaca, la Sindaco, il Sindaco: Auguri a Paola, alle donne e a Molfetta: ora cambiamo la città e confrontiamoci in Puglia.

“Francesca, non mi piace il linguaggio di genere ma credo che un giorno riuscirai a convincermi”, mi disse Paola Natalicchio, la giovane giornalista che ora è “la Sindaca di Molfetta”, come scrive bene Francesco Strippoli del Corriere del Mezzogiorno, che ha vissuto anni e anni di best practises di donne pugliesi ovunque e che ha anche delle colleghe niente male in redazione.
Poi il calvario di mia nonna 105enne in ospedale, e non sono stata disturbata per integrare il programma su politiche di genere ed altro.

Ma Paola è una persona molto ricettiva, difatti è stata stravotata e credo saprà ascoltare molto delle best practises delle donne della Puglia migliore. Del resto ha avuto esperienze da giornalista a Roma in centri antiviolenza e il programma reca proprio il segno forte del centro antiviolenza, partorito insieme.

Proprio il tema della violenza alle donne (mi piace usare la parola “alle” per indicare l’elemento relazionale) è stato il tema di una bellissima iniziativa tenutasi in uno dei quartieri più poveri di Molfetta, in piazza San Michele, alle porte di piazza Paradiso.

Del contributo pesante dato dalle donne pugliesi a questa vittoria ho già parlato. E sono sicura che Paola saprà rispettare il perfetto equilibrio di genere, non tanto perché è un elemento ormai acquisito dalla giurisprudenza nazionale, ma perché è stato il primo segnale della crisi di una Politica e di politiche che non funzionavano a Molfetta. E le due cose vanno tenute insieme.

E, del resto, la legge 215/2012 sulla doppia preferenza alle comunali, a cui l’esperienza delle donne pugliesi ha tanto contribuito, ha permesso di eleggere molte donne. Ringrazio le elette, le candidate, le non candidate che hanno dato un contributo importante. E’ dall’appello di Vorrei, che ha raccolto 200 firme di donne molfettesi e che in tante abbiamo promosso, che si è fatto il decisivo salto di qualità. In una comunità importantissima che abbiamo saputo creare, in cui i signori uomini cominciano a rivedere la propria identità di genere così come storicamente costruita, e vedere piccoli atti in questo è un segnale importante.

Qualche “illuminazione” (cito la colonna sonora della campagna elettorale, Ti porto via con me di Jovanotti)? Un poderoso bilancio di genere; un piano dei tempi della nostra città; progettare con un’ottica di genere l’espansione di una città già troppo espansa e con poco agro, la riqualificazione delle aree in disuso, l’arredo urbano, la mobilità urbana anche con gli agognati taxi collettivi notturni; il microcredito al femminile; un fermo no alle pubblicità sessiste; il registro delle unioni civili; un welfare attento alle donne e quindi a tutte le differenze; iniziative costanti con consultorio, ospedale e scuole sulla salute delle donne.

E che non sia una lista della spesa: la prima ottica di genere è la partecipazione e il confronto costante con la città, nonché con le esperienze pugliesi e non, con cui tanto si è costruito.

Pertanto mi piacerebbe, e ho già parlato con qualcuna di noi, che questo blog organizzasse e mettesse insieme, in autunno, esperienze già consolidate ed esperienze che muovono i primi vagiti di best practises di genere per ragionare insieme su come non lasciare solo sulla carta e sull’inchiostro i diritti delle donne.

Intanto permettetemi di essere molto felice: credo che esperienze come quella di Molfetta abbiano molto da insegnare, di rimando, a tutte le forme della politica, in una fase di profonda crisi della partecipazione. Per dirla in commovente ovvio, la connessione sentimentale con il popolo e con ciascuna persona. E che sia un felice addomesticamento. Facciamoci gli auguri.
Francesca la Forgia - Avvocata


mercoledì 15 maggio 2013

Francesca La Forgia: incredibile ma vero, finalmente la doppia preferenza

Da non crederci. La città simbolo della politica al maschile ha la possibilità di tingersi di rosa. 


E subito il pensiero corre al ricorso del 2008 contro il locale per soli uomini fresco di nomina, la Giunta Azzollini, puntuale interfaccia di una politica e di politiche che non funzionano, e l'abbiamo visto finanche in Procura. Dopo nonna Veglie e bisnonna Ruffano, la "madre di tutti i ricorsi" riconobbe l'importante principio delle pari opportunità, sancito dall'art. 51 Cost. novellato nel 2003 ed anche dall'art. 37 dello statuto comunale. La prima causa pubblica non si scorda mai. Quattro gatte, la Consigliera di parità per la Puglia Serenella Molendini, l'allora Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Magda Terrevoli, la presidente dell'allora Associazione Tessere, Rosy Paparella, e la sottoscritta, quale cittadina elettrice interessata all'attuazione del dettato costituzionale e quale avvocata della causa. E la Consulta Femminile presieduta da Maddalena Altomare con il ricorso gerarchico e con una forte campagna per la "visibiltà di genere". E tanti uomini solidali, a cominciare dai consiglieri di opposizione. Il 12.9.2008, con ordinanza, il Tar Puglia, sede di Bari obbligava l'amministrazione ad integrare almeno una donna nell'esecutivo, con il riconoscimento della legittimazione ad agire della Consigliera di Parità, cui farà seguito una pioggia di ricorsi in tutta Italia. Il collegio pugliese si arricchiva da subito dell'immensa Valeria Pellegrino, Cassazionista leccese, e poi del bravissimo Andrea Blonda, di Lucera. Quante ne abbiamo combinate. Il caso di Molfetta finiva in Consiglio di Stato con sperpero di danaro pubblico da parte dell'Amministrazione di centrodestra, e finanche sul tavolo dell'Onu, con il Rapporto Ombra sulla Cedaw, la Convenzione Onu per l'Eliminazione delle Discriminzioni Contro le Donne, cui ho fornito un piccolo contributo scientifico e che è ormai vetusto a riguardo.
Ora tutte le parti di quella causa, oltre ad altre ancora, sono state riconosciute legittimate ad agire dalla giurisprudenza italiana, molta pugliese, ora la giurisprudenza è orientatata all'equilibrio di genere e succede molto altro ancora.
La L. 215/2012, regalatami il giorno del mio compleanno, consente la doppia preferenza uomo-donna e contribuirà ad eleggere più donne nei consigli comunali. 


Io ho scelto di non candidarmi e di continuare a studiare e ad agire questo ed altro. Molfetta ha comunque parecchie donne in gamba, non solo in Sel, ma in tutte le liste a sostegno di Paola Natalicchio candidata Sindaco. Donne in grado di garantire competenze e pratiche di relazioni importanti, con un forte impegno sul territorio.
La prossima frontiera è adeguare gli statuti comunali al nuovo dettato normativo, approvare leggi per la parità di genere ovunque, non scordandoci delle trentamila firme pugliesi e della riforma della legge elettorale nazionale ed europea. Consce che nessuna buona legge saprà garantire un sano rapporto uomo-donna nella rappresenzanza-rappresentazione istituzionale e nelle formazioni sociali; occorre infatti rompere il nesso sesso-potere-violenza che produce, oltre all'invisibilità istituzionale, anche il femminicidio quotidiano e la costante umiliazione del corpomente delle donne.
Francesca La Forgia, 15 maggio 2013