| Perchè in Italia tutte le questioni non trovano uno spazio di discussione ma solo sterili contrapposizioni? Perche in Italia le donne devono sempre lottare anche per diritti acquisiti? Le donne oggi hanno posto un problema: di fatto la legge 194 è una legge mal applicata. anche in Puglia. E questo l'hanno detto analizzando dati ed incrociando percentuali. Hanno visitato fatiscenti consultori ed hanno parlato con le donne che richiedono l'interruzione di gravidanza e con le donne che negli ospedali lavorano. Hanno costruito eventi pubblici per denunciare tutto questo( come già riportato in questo blog), hanno raccontato la lenta ma inesorabile demolizione di tutto l'impianto di una legge che doveva garantire una maternità responsabile e togliere le donne dalla clandestinità. Tutto questo agire, ha creato un pericoloso corto circuito per cui, la 194 è divenuta un affare di uomini! Un uomo, direttore di una Asl, ha nominato, a capo di un settore delicato quale quello materno infantile, un uomo, obiettore di coscienza da sempre contrario alle interruzioni di gravidanza. e quando le donne si sono ribellate un crescente numero di uomini è corso in soccorso ed hanno cominciato a scrivere banalità. questa l'ultima in ordine cronologico: |
| Marmo: “Giù le mani dall'obiezione di coscienza” |
|
Il Consigliere
Regionale PDL Nino Marmo, Vice-Presidente del Consiglio Regionale, ha diffuso la
seguente nota:
“ E’ in atto a tutti i
livelli una campagna volta a punire ed intimidire i medici obiettori di
coscienza in relazione agli aborti ex-legge 194. E’ un’ulteriore manifestazione
di quell’incombente “Stato etico” all’incontrario la cui eticità di regime è il
“politicamente corretto”, che si vorrebbe imporre extra omnes con obblighi e
divieti, in una sorta di santa inquisizione di rito nichilista, fino a
discriminare razzisticamente perfino tra gli assassini a seconda del sesso della
vittima.
E’ una palese e
scorretta manipolazione della stessa legge 194, che non è- o comunque non ci era
stata rappresentata- una legge “pro aborto”, ma per la maternità responsabile, e
che contempla senza ipotizzare discriminazione alcuna il diritto all’obiezione
di coscienza da parte di chi, medico o altri, crede che il diritto alla vita sia
il primo ed il più sacro.
In Puglia il tentativo
di colpirla è stato già effettuato dalla maggioranza vendoliana, in questo
precorritrice delle attuali posizioni di SEL, ma fu respinto con perdite da una
sacrosanta sentenza del TAR Puglia.
Speriamo che non ci
provino più. Speriamo anzi che la Regione non dimentichi di incentivare i
consultori, anche quelli che si propongono di sostenere concretamente la
maternità quando si manifesta, e non soltanto di reprimerla.””
|
mercoledì 19 giugno 2013
194 è divenuta un affare di uomini!
lunedì 17 giugno 2013
la precisazione dell'associazione Undesiderioincomune-Bari a proposito della nomina del prof. Filippo Boscia
A PROPOSITO DELLA
NOMINA DEL PROF. FILIPPO MARIA BOSCIA A RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO
MATERNO-INFANTILE DELLA ASL BARI
La Legge 194 ha 35 anni, è stata confermata da un referendum e da varie sentenze della Cassazione che hanno respinto i numerosi attacchi e tentativi di svuotarla.
Vale la
pena fare questa premessa perché abbiamo la sensazione che, quando
si affrontano questioni che riguardano la salute delle donne e il
loro diritto/scelta/libertà di decidere, le enunciazioni di
principio si sprecano e i dati di realtà vengono (colpevolmente o
per ignoranza) oscurati.
Spiace
dunque dover ricordare al Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri- Senatore
della Repubblica – che le leggi vanno rispettate nei fatti, cioè
applicate e non solo incensate.
Conseguentemente,
una legge dello stato italiano –quale è la Legge 194– va
applicata anche all’interno della ASL di Bari.
Siamo
preoccupate per la scelta che la Direzione Generale della ASL BA ha
compiuto assegnando al Prof. Filippo Boscia la responsabilità del
Dipartimento Materno-Infantile per alcune semplici ragioni, non solo
politiche: ci sembra, infatti, che questa nomina rischia di
insabbiare i processi applicativi della Legge 194.
Spieghiamo
perché:
- nelle Linee guida sui Punti nascita, varati dal Ministro Fazio, si ribadisce che l’abbattimento del numero dei parti cesarei –oltre che la chiusura dei punti nascita inefficienti– costituiscono criteri valutativi essenziali dell’operato dei Direttori di Unità Operative Complesse e dei Direttori Generali delle ASL;
- ancora soltanto pochi giorni fa la Ministra Lorenzin ha correttamente recepito le preoccupazioni sollevate da 9 mozioni presentate alla Camera dei Deputati da altrettanti gruppi parlamentari ed ha sostenuto con forza il principio che l’obiezione di coscienza non può assolutamente essere ostativa alla applicazione della Legge 194. Vale dunque la pena ricordare a tutti –e in primis al Direttore Generale della ASL Bari, dott. Colasanto– che presso l’Ospedale Di Venere, diretto in questi anni dal prof. Filippo Boscia il tasso di parti cesarei è il più elevato dell’intera ASL BA e il numero di interventi di interruzione di gravidanza è praticamente inesistente. Quindi, detto con il linguaggio della valutazione manageriale: il Prof. Boscia non poteva fare peggio!!! Sono questi dati nudi e crudi che ci fanno disapprovare la scelta fatta dalla Direzione Generale della ASL. A questa contrarietà si aggiunge quella legata alla decisione che la Direzione Generale della ASL Ba ha assunto per tentare di risolvere il problema che si è determinato dopo la scelta del personale dell’Ospedale San Paolo di Bari di dichiarare l’obiezione di coscienza e che ha determinato una sostanziale interruzione del servizio di IVG nel pubblico a Bari. La Legge 194 prevede che il servizio di interruzione di gravidanza deve essere incardinato all’interno di un reparto di Ostetricia e Ginecologia con spazi dedicati all’uopo. Pertanto, la scelta operata in questi giorni dalla Direzione Generale della ASL BA di prevedere un presidio per le IVG presso l’Ospedale di Triggiano (ospedale privo di reparto di degenza e di Rianimazione) si pone automaticamente contro la Legge 194 perfino in quella parte applicativa dell’aborto medico (RU486) per il quale il precedente Governo a guida del centro-destra ha previsto un ricovero ordinario. A questo punto sorge una domanda: perché non organizzare il Servizio di IVG presso gli ospedali Di Venere e San Paolo che sono nelle condizioni logistiche idonee a garantire l’applicazione della Legge 194? Questo soltanto ci preme: la corretta applicazione di una legge dello Stato italiano per consentire alle donne di poter scegliere sul proprio corpo e sulla propria vita in maniera libera e consapevole. Non siamo contrarie alla nomina perché il Prof. Boscia si dichiara cattolico; lo siamo perché si è pervicacemente impegnato negli anni per creare una situazione in cui di fatto la Legge 194 viene –qui sì con “insopportabile pregiudizio”- sistematicamente disapplicata e quindi violata.
- UnDesiderioInComune - Bari
Obiezione di coscienza Zullo (PdL): “E' in pericolo la nostra libertà”
vi ricordate il Consigliere Ignazio Zullo?
é quel signore che nell approvazione della prpoposta di legge sul 50/50 per la modifica in chiave di genere per le elezioni nella Regione Puglia, chiese il voto segreto in Consiglio regionale. Lui ed altri 5 affossarono la nostra legge per la quale avevamo raccolto ben 30.000 firme!
una legge che prevedeva, nelle consultazioni elettorali, la doppia preferenza, ora diffusa in tutti i Comuni italiani al di sopra dei 5.000 abitanti. Con il loro voto segreto decisero che facevamo paura e con un vergognoso silenzio cancellarono trentamila firme !
Questa è breve storia di ieri ma oggi ecco cosa dichiara il Consigliere amico delle donne (?) a fronte di una ribellione delle stesse per la nomina di un Presidente, noto obiettore di coscienza, a capo della struttura che dovrebbe garantire tutto il processo materno/infantile nelle Asl
é quel signore che nell approvazione della prpoposta di legge sul 50/50 per la modifica in chiave di genere per le elezioni nella Regione Puglia, chiese il voto segreto in Consiglio regionale. Lui ed altri 5 affossarono la nostra legge per la quale avevamo raccolto ben 30.000 firme!
una legge che prevedeva, nelle consultazioni elettorali, la doppia preferenza, ora diffusa in tutti i Comuni italiani al di sopra dei 5.000 abitanti. Con il loro voto segreto decisero che facevamo paura e con un vergognoso silenzio cancellarono trentamila firme !
Questa è breve storia di ieri ma oggi ecco cosa dichiara il Consigliere amico delle donne (?) a fronte di una ribellione delle stesse per la nomina di un Presidente, noto obiettore di coscienza, a capo della struttura che dovrebbe garantire tutto il processo materno/infantile nelle Asl
| Obiezione di coscienza Zullo (PdL): “E' in pericolo la nostra libertà” |
|
Nota del Capogruppo PdL in Consiglio regionale, Ignazio Zullo.
“Stiamo tanto lottando contro l’omofobia per
elevare le sensibilità e la cultura del rispetto delle dignità delle persone e
dei diritti di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione e ci ritroviamo di
fronte alla fobia dell’obiezione di coscienza invocata per generazioni come
diritto inalienabile proprio da coloro che oggi la vorrebbero negare ed elevare
a colpa in campo ostetrico-ginecologico.
Il dolore è forte nel ritrovarci sempre e
comunque sul doppio binario, un doppiopesismo non accettabile sopratutto perchè
l’obiezione di coscienza è stato sempre un valore ben difeso e condiviso dalla
sinistra culturale e politica, dal rifiuto del servizio militare alla proposta
del presidente Vendola di consentire ai medici di non dichiarare gli immigrati
clandestini da loro curati.
E ora invece, proprio da Sel e dalle sue
donne, sulla scia di una mozione per cancellare l’obiezione del personale
sanitario alle pratiche abortive, arriva la scomunica per il Presidente
Nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, ginecologo obiettore, e
la condanna al rogo per chi l’ha nominato Direttore del Dipartimento
Materno-Infantile nell’ASL BARI.
L’evento è vissuto da quelle donne come un
lutto e la ferita narcisistica si fa più profonda e dolorosa per loro nel
pensare che possa essere accaduto nella Puglia di Vendola.
E’ il segno dell'arroganza della politica e
dell'ideologia, ai danni della libertà di espressione e di autogoverno
deontologico delle professioni. L'obiezione di coscienza è scelta etica,
connessa ai codici valoriali e deontologici della comunità professionale e alla
responsabilità individuale. Guai a sottoporla alle ondivaghe posizioni delle
ideologie della politica.
La prepotenza di certi ambienti politici
sembra proprio senza fine. Da un lato si vorrebbero allargare i diritti civili a
quello degli omosessuali ad accedere al matrimonio e dall’altro si vorrebbe
cancellare il diritto sancito e riconosciuto in Italia e in Europa, degli
operatori sanitari a non partecipare ad interventi abortivi.
Il pericolo è grande e mina la nostra
libertà di espressione, di pensiero e di coscienza. Ieri è successo a me, in
Consiglio regionale, essere offeso da Vendola per non aver condiviso le sue
posizioni, oggi succede ad un validissimo professionista, domani succederà a
chiunque non si allinea ad un pensiero ideologico la cui forza non si fonda
sull’esercizio e il culto delle regole democratiche ma sulla gestione
autoritaria del potere”./comunicato
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sabato 15 giugno 2013
Il Barletta pride
Barletta non è l'anacronistica sacca di oscurantismo che qualcuno vorrebbe che fosse. Se ne ricordino, gli Alfarano.
mercoledì 12 giugno 2013
Molfetta : La Sindaca, la Sindaco, il Sindaco: Auguri a Paola, alle donne e a Molfetta: ora cambiamo la città e confrontiamoci in Puglia.
“Francesca, non mi
piace il linguaggio di genere ma credo che un giorno riuscirai a
convincermi”, mi disse Paola Natalicchio, la giovane giornalista
che ora è “la Sindaca di Molfetta”, come scrive bene Francesco
Strippoli del Corriere del Mezzogiorno, che ha vissuto anni e anni di
best practises di donne pugliesi ovunque e che ha anche delle
colleghe niente male in redazione.
Poi il calvario di mia
nonna 105enne in ospedale, e non sono stata disturbata per integrare
il programma su politiche di genere ed altro.
Ma Paola è una persona
molto ricettiva, difatti è stata stravotata e credo saprà ascoltare
molto delle best practises delle donne della Puglia migliore. Del
resto ha avuto esperienze da giornalista a Roma in centri
antiviolenza e il programma reca proprio il segno forte del centro
antiviolenza, partorito insieme.
Proprio il tema della
violenza alle donne (mi piace usare la parola “alle” per indicare
l’elemento relazionale) è stato il tema di una bellissima
iniziativa tenutasi in uno dei quartieri più poveri di Molfetta, in
piazza San Michele, alle porte di piazza Paradiso.
Del contributo pesante
dato dalle donne pugliesi a questa vittoria ho già parlato. E sono
sicura che Paola saprà rispettare il perfetto equilibrio di genere,
non tanto perché è un elemento ormai acquisito dalla giurisprudenza
nazionale, ma perché è stato il primo segnale della crisi di una
Politica e di politiche che non funzionavano a Molfetta. E le due
cose vanno tenute insieme.
E, del resto, la legge
215/2012 sulla doppia preferenza alle comunali, a cui l’esperienza
delle donne pugliesi ha tanto contribuito, ha permesso di eleggere
molte donne. Ringrazio le elette, le candidate, le non candidate che
hanno dato un contributo importante. E’ dall’appello di Vorrei,
che ha raccolto 200 firme di donne molfettesi e che in tante abbiamo
promosso, che si è fatto il decisivo salto di qualità. In una
comunità importantissima che abbiamo saputo creare, in cui i signori
uomini cominciano a rivedere la propria identità di genere così
come storicamente costruita, e vedere piccoli atti in questo è un
segnale importante.
Qualche “illuminazione”
(cito la colonna sonora della campagna elettorale, Ti porto via con
me di Jovanotti)? Un poderoso bilancio di genere; un piano dei tempi
della nostra città; progettare con un’ottica di genere
l’espansione di una città già troppo espansa e con poco agro, la
riqualificazione delle aree in disuso, l’arredo urbano, la mobilità
urbana anche con gli agognati taxi collettivi notturni; il
microcredito al femminile; un fermo no alle pubblicità sessiste; il
registro delle unioni civili; un welfare attento alle donne e quindi
a tutte le differenze; iniziative costanti con consultorio, ospedale
e scuole sulla salute delle donne.
E che non sia una lista
della spesa: la prima ottica di genere è la partecipazione e il
confronto costante con la città, nonché con le esperienze pugliesi
e non, con cui tanto si è costruito.
Pertanto mi piacerebbe, e
ho già parlato con qualcuna di noi, che questo blog organizzasse e
mettesse insieme, in autunno, esperienze già consolidate ed
esperienze che muovono i primi vagiti di best practises di genere per
ragionare insieme su come non lasciare solo sulla carta e
sull’inchiostro i diritti delle donne.
Intanto permettetemi di
essere molto felice: credo che esperienze come quella di Molfetta
abbiano molto da insegnare, di rimando, a tutte le forme della
politica, in una fase di profonda crisi della partecipazione. Per
dirla in commovente ovvio, la connessione sentimentale con il popolo
e con ciascuna persona. E che sia un felice addomesticamento.
Facciamoci gli auguri.
Francesca la Forgia - Avvocata
lunedì 10 giugno 2013
Una interessante analisi del voto da Manduria (Ta)
I
RISULTATI DELLE DONNE NELLE AMMINISTRATIVE 2013
![]() |
| doppia preferenza |
In
attesa di conoscere i risultati del ballottaggio, e vedere cosa
accade in termini di presenza femminile, negli organi di Governo,
qualche considerazione sui numeri delle ultime elezioni, in
considerazione della applicazione della doppia preferenza
nell'espressione del voto e del numero minimo richiesto di donne
nelle liste presentate in questa tornata elettorale.
Come
prima riflessione si può affermare che qualche frutto, in termini di
riequilibrio di genere, è stato raccolto almeno per il momento:
La
presenza femminile nelle liste, è stata del 41,43% (170 donne su un
numero complessivo di candidati di 420).
Le
preferenze espresse per le donne hanno rappresentato il 36,50% (6.664
voti su complessivi 18.256).
Le
amministrative del 2010 fecero registrare una presenza femminile
nelle liste pari al 18% (62 donne su 284 uomini).
E'
vero che quest'anno le presenze dei candidati complessivi sono quasi
raddoppiate, ma è interessante notare l'ncremento percentuale di
oltre il doppio rispetto alle presenze in lista.
Quello
che ora è importante è capire quante donne entreranno a far parte
del Consiglio Comunale, quante in Giunta, e soprattutto con quali
ruoli, e quali programmi il nuovo Governo cittadino avrà intenzione
di mettere in campo per attuare una governance rispettosa delle
politiche di genere, e a dir la verità, non ne abbiamo sentite
molte di forze politiche che hanno espresso questa volontà
contemplano un'azione precisa nei loro programmi elettorali.
Ci
auguriamo da donne, da cittadine, da elettrici che chiunque vada a
governare abbia veramente voglia di realizzare un percorso che tenga
conto dei bisogni e dei desideri di tutte e tutti e metta in atto,
anche attraverso questo, il vero cambiamento di cui si è tanto
parlato!
Queste
le risultanze delle varie coalizioni, partiti e movimenti che hanno
concorso in questa tornata elettorale:
COALIZIONE
PDL
|
|
TOT.DONNE
|
32
|
TOTALE
VOTI
|
5485
|
TOT.VOTI
DONNE
|
1505
|
%
VOTI DONNE
|
27,44%
|
TOTALE
|
360
|
TOTALE
VOTI VERDI
|
937
|
%
VOTI DONNE
|
38,42%
|
TOTALE
|
121
|
TOT.
VOTI R. SALENTO
|
230
|
%
VOTI DONNE
|
52,61%
|
TOTALE
COALIZIONE MANCINO
|
|
TOT.N°
DONNE
|
19
|
VOTI
TOTALI
|
1006
|
VOTI
DONNE
|
501
|
% VOTI
DONNE
|
49,80%
|
TOTALE
|
157
|
TOTALE
VOTI MOV. 5 STELLE
|
391
|
%
VOTI DONNE
|
40,15%
|
TOTALE
|
447
|
TOTALE
VOTI MAND. MIGLIORE
|
1019
|
%
VOTI DONNE
|
43,87%
|
TOTALE
COALIZIONE PD
|
|
TOT.N°
DONNE
|
47
|
VOTI
TOTALI
|
4164
|
VOTI
DONNE
|
1634
|
%
VOTI DONNE
|
39,24%
|
TOTALE
COALIZIONE MASSAFRA
|
|
TOT.N°
DONNE
|
40
|
VOTI
TOTALI
|
5024
|
VOTI
DONNE
|
1939
|
%
VOTI DONNE
|
38,59%
|
Le
più votate
N°
|
NOMINATIVO
|
LISTA
|
N° VOTI
|
| 1 | Giuliano Maria | Girardi | 337 |
| 2 | Quaranta Emma | PD | 266 |
| 3 | Minonne Marita | Mand.Futura | 231 |
| 4 | Pasanisi Maria | Giovani per Manduria | 199 |
| 5 | Calò Lucia | PDL | 195 |
| 6 | Capuzzimato Vincenza | PD | 174 |
| 7 | Brunetti Anna | PDL | 173 |
| 8 | Pezzarossa Maria | PDL | 149 |
| 9 | De Fazio M.Pia | PD | 143 |
| 10 | Giannini M.Simona | Proposta per Manduria | 137 |
Maria
Pasanisi
Responsabile
gruppo di lavoro Politiche di Genere
Movimento
politico culturale "Giovani per Manduria"
martedì 4 giugno 2013
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