mercoledì 9 ottobre 2013

“Cambiare il futuro”: ma a Bari di futuro ragionano solo gli uomini

L’anno è il 2013, il luogo Bari, la regione Puglia.
Una Regione ed una Città definite laboratori di politiche nuove, inclusive;  Bari: la città dell’onda che, dieci anni fa, tutto avrebbe sommerso e rinnovato, La Puglia che è nell’immaginario collettivo la regione in cui maggiormente si è investito in saperi e tecnologie innovative.
Dall'11 al 18 ottobre 2013 a Bari si ragionerà di futuro, di "cambiare il futuro”, un tema esaltante  in cui si esporrà la volontà di rigenerazione di disegnare nuove prospettive nuovi paesaggi. Una discussione importante probabilmente ricca di spunti e di sollecitazioni che vedranno (dovrebbero vedere) impegnate  le menti più feconde della società contemporanea. Chi sono le menti che parteciperanno? 14 uomini su 14. Per giunta in un'iniziativa che prende il via nella Giornata Internazionale della Bambina e della Ragazza, che quest'anno ha a tema "l'educazione delle bambine". Non è uno scherzoEcco l'elenco che fornisce Repubblica:


1.     1. : il primo, Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione “Con il Sud”  [che promuove l'evento, ndr] con una relazione su: ”coesione sociale come condizione fondamentale per lo sviluppo". Poi:
2.   il Sindaco Michele Emiliano sul tema: “I Sud sono un plurale e anche noi dobbiamo imparare ad abbandonare il singolare" [ma non il solo-maschile, ndr]. 
3.       il Nobel per l'Economia, Eric Maskin
4.       il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco
5.       il Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini  
6.       il Ministro della Cultura, Massimo Bray
7.       il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli
8.       Corrado Augias
9.       Giuseppe Guzzetti
10.   Tullio De Mauro
11.   Giuseppe Laterza  
12.   Nichi Vendola, Presidente della regione Puglia
13.   Marino Sinibaldi
14.   Erri De Luca
Le figure preminenti sono 14 uomini su 14. Non è uno scherzo: a ragionare di futuro (anche se negli eventi collaterali di discussione sono presenti anche alcune figure femminili) le donne non ci saranno, non avranno parola.
La Puglia, la terra in cui per la prima volta si è indagato sui desideri delle donne in una bellissima ricerca dell’istituto di ricerca sociale comunicazione e formazione Labodif che di fatto ha svelato la differenza  sprigionando  energie e desideri.
La Puglia che ha prodotto leggi importanti come la 7/2007 per munirsi di strumenti legislativi che potessero sostenere la presenza delle donne nella vita pubblica e privata, la Puglia che si è mobilitata in una grande raccolta di firme per cambiare una legge elettorale che continua a portare in Consiglio regionale un spaventosa presenza maschile  e che proprio in quel contesto, con un voto vergognosamente  segreto, ha visto cancellare tutto il lavoro di relazione costruito nei  tanti luoghi di confronto e discussione.
Le donne continuano a non esserci,  non ci sono nei luoghi del potere, non ci sono nei luoghi della politica, le donne assenti anche nei luoghi in cui si ragiona di futuro
Abbiamo scoperto di essere invisibili, e le sporadiche eccezioni non mutano il panorama.
Ci siamo svegliate scoprendo una società cieca che ha scelto volontariamente di farne a meno, una società ed una politica scioccamente suicida.
Che sul futuro si esprimano esclusivamente degli uomini, fingendo di rappresentare un mondo fintamente neutro, non è solo un dettaglio grammaticale: maschile/femminile non hanno la stessa voce,  essere maschi o essere femmine comporta necessariamente, per gli uni e per le altre, percezioni e umori nascosti molto diversi. È una diversità ovvia, quella tra i maschi e le femmine, che viene prima e attraversa tutte le altre. Ma se viene negata, si nega la possibilità di realizzare appieno la propria natura, di femmine e di maschi.
A Bari a parlare di futuro le donne non ci saranno e non ci saranno i loro racconti, i loro desideri, il loro punto di vista. E questo non farà del male solo alle donne ma all’intera società che continuerà ad esprimersi con una sola voce: quella maschile.

Sarà un danno per tutti e tutte.
E non sarà una risarcitoria presenza dell’ultimo minuto che potrà modificare l’assenza.
Il dato più sconfortante è la coscienza che nulla è modificato in una terra che molto voleva cambiare.
Magda Terrevoli


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